The story behind this human...

The human behind this website (this is all homemade, yep - just like your mama's favourite dish) is a 20 years old girl. A person who has come to enjoy the melancholy embedded in the essence of life.

Born in the countryside of the northern area of Italy, I have always been well on my own. That child who never felt like going to the playground. The one who harvested flowers and danced with the birds in dewy fields. A present-day Heidi. A Heidi who enjoyed reading everything and writing poetry - can what a 8 years old writes shakily be considered such?

The first pictures I took, then, reflected that. No person is to be seen. No humans. Nothing I could not control - as if I could control nature - just a safe zone made of raw joy. I was an independent child, I knew what I liked - my granny first of all - but people remained a mystery to me.

After some years of photographing dandelions and daisies I happened to take my first portrait. Meh. A few days after, I opened the file and looked at it. I was puzzled. There was something, in that picture, that resonated with me. More than a dandelion had ever done. Weird.

That is the day I knew portrait photography would get to mean a lot to me. But I could not imagine it would have become a mean to study the human nature and reflect myself in other people. A mean to study myself. A way to find beauty in every individual and make that stand out.
 

 

La storia di questa personcina...

La personcina dietro questo sito web (è tutto fatto in casa, sì - proprio come il tuo piatto preferito cucinato dalla mamma) è una ragazza di 20 anni. Una persona che è in qualche modo arrivata ad apprezzare la malinconia inevitabile nella vita quotidiana.

Nata nelle campagne del nord Italia, sono sempre stata a mio agio nella solitudine. Quella bambina che non voleva mai davvero andare a giocare al parco. Quella che raccoglieva fiori e danzava con gli usignoli nei campi di papaveri. Una Heidi in un mondo moderno. Una Heidi che amava leggere e scrivere poesie, sempre che quei testi scritti con mano tremante a 8 anni possano essere considerati tali.

Le prime fotografie, non a caso, riflettono proprio questo. Nessuna persona in vista. Nessun umano. Nulla che io non potessi controllare - come se potessi controllare la natura - semplicemente una safe zone di gioia selvaggia. Ero una bambina indipendente, sapevo quel che volevo. Eppure, le persone rimanevano un mistero per me.

Dopo alcuni anni passati a fotografare pozzanghere e margherite mi trovo a scattare il primo ritratto, così come ci si soffia il naso, senza pensarci. Mah. Pochi giorni dopo, sfoglio i file. Strano. C'è qualcosa in quella foto, che mi attrae. Più di quanto qualunque margherita non avesse mai fatto. Strano.

Quel giorno ho capito una cosa. Che la fotografia sarebbe diventata estremamente importante per me. Ma mai avrei potuto immaginare che sarebbe diventata un modo per studiare la natura umana e riflettermi nello sguardo delle altre persone. Un mezzo per studiare me stessa. Un modo per trovare la bellezza in ogni individuo e renderla immediata e quasi ovvia.